All fields are required.

Close Appointment form

SERVIZI

CONSERVATIVA

image003
Si chiama Conservativa la branca dell’odontoiatria che si occupa della cura dei danni della carie e del restauro del dente con tecniche di tipo adesivo.
La Carie è una patologia dei tessuti duri dentali e si manifesta con la distruzione dello smalto e della dentina, agita dall’azione corrosiva dei batteri del cavo orale. Un’errata igiene dentale e abitudini alimentari sbagliate la alimentano entrambe.

Il Dott. Emiliani crede nella prevenzione e propone ai suoi pazienti protocolli personalizzati per abbassare l’incidenza di carie. Tuttavia, quando i denti vengono danneggiati, il primo approccio terapeutico è quello conservativo estetico, finalizzato alla cura del dente, anche di quello più compromesso. Oggi tecniche di ricostruzione avanzate – otturazioni (o ricostruzioni) in composito e intarsi – permettono, spesso, di salvare anche i denti più danneggiati.

Ricostruzioni in composito

image004

Qui sopra fotografie delle fasi di ricostruzione di 2 denti incisivi centrali superiori. La paziente, una ragazza di 16 anni, giunge in studio in seguito ad incidente stradale con frattura di entrambi i denti davanti. In un’unica seduta è stato possibile far tornare il sorriso alla paziente con due ricostruzioni estetiche in composito.

 

 

 

 

 

 

 

image005

 

 

Ancora, ricostruzione in composito del Dott. Federico Emiliani su un incisivo centrale superiore. La paziente presenta una vecchia otturazione in composito infiltrata da carie con danno biologico ed estetico. La tecnica diretta adesiva – con materiali compositi di ultima generazione –  ha permesso, in una sola seduta, di eliminare la carie ripristinando la forma e l’estetica del dente. Il dottore esegue ricostruzioni estetiche anche su denti molto danneggiati e ricorre, se necessario, a tecniche di tipo indiretto: gli intarsi.

Gli intarsi

image006

Con le tecniche adesive e i materiali estetici di ultima generazione si può ricostruire in laboratorio l’anatomia del dente, sostituire solo la porzione danneggiata, preservare la parte rimasta sana. Gli intarsi sono realizzati sulla base di un’impronta della bocca del paziente. Nella foto a destra si vede come un vecchio restauro di amalgama su un molare inferiore sia stato rimosso e sostituito con un intarsio in composito. La base sana del dente non è stata toccata. Il restauro, eseguito in laboratorio, è stato cementato al posto della vecchia otturazione. Il risultato è ottimale e nel caso di denti vitali evita corone protesiche (capsule).

 

 

 

 

 

 

 

Sostituzione di una vecchia otturazione di amalgama su molare inferiore con intarsio in composito

image007

Fasi di lavoro: modello in gesso del dente senza la vecchia otturazione pronto per essere lavorato in laboratorio

image008

Fasi di lavoro: intarsio in composito realizzato in laboratorio a microscopio in sostituzione della vecchia otturazione di amalgama.

ENDODONZIA

Che cosa significa “devitalizzare” un dente?

image009

 

Se una carie danneggia un dente in profondità, nervo (polpa), è necessaria una “devitalizzazione” (terapia canalare o endodonzia). I batteri responsabili sono causa di una infiammazione e il paziente prova dolore, sente il dente “battere” e i sintomi possono estendersi ai denti contigui ma anche all’occhio o all’orecchio. Si determina, così, un quadro clinico chiamato “pulpite”. Si deve allora eliminare il tessuto infetto e la devitalizzazione permette di pulire, disinfettare e otturare lo spazio del dente occupato dalla polpa infetta.

Altre volte la carie distrugge la polpa in maniera lenta e silente e il paziente può non accorgersi del danno. In questi casi, l’infezione può invadere sia le radici del dente sia infiammare i tessuti intorno al dente (osso e legamento parodontale) e culminare in un ascesso. A volte asintomatico, spesso si presenta con gonfiore della parte lesa, sensazione di dente allungato, dolore alla pressione e alla masticazione. Anche in questo caso la terapia canalare è la soluzione.

 

 

Che cosa è un “granuloma”?

Il termine Granuloma descrive una lesione infiammatoria con prevalenza di cellule “granulociti”. Una carie che attacca la polpa può poi generare un granuloma a livello delle radici. Tali lesioni, se ignorate, possono originare cisti.Un granuloma si manifesta, in una lastra, come una pallina nera in corrispondenza delle radici dei denti: la terapia consiste nel debellare l’infezione dall’interno del dente con una devitalizzazione.A volte, denti molto compromessi, in presenza di grandi granulomi, possono richiedere l’estrazione. La guarigione è un processo lento e spontaneo, supportato da terapie mirate. Tuttavia, l’intervento precoce è sempre la soluzione migliore.

 

Guarigione di una grande lesione infiammatoria

Esteso granuloma di origine endodontica.

Qui sotto, le lastre di un incisivo centrale inferiore degenerato in necrosi in seguito a un trauma. La paziente è una donna di 35 anni. La parte nera intorno alla radice del dente è un enorme granuloma. Il Dott. Emiliani ha eseguito una terapia canalare rimuovendo il tessuto necrotico dall’interno del dente. I sintomi dolorosi sono spariti nell’arco di 48 ore, la guarigione della lesione ha richiesto 12 mesi ma il processo riparativo è avvenuto al 100% con l’ausilio di un unico intervento.

 

image010

 

PROTESI FISSA

La carie trascurata è fonte di danni irreversibili per lo smalto dei denti. Spesso, la distruzione del dente è tale da non poter ricorrere ad una semplice ricostruzione. La soluzione? corone protesiche o capsule dentali. Queste permettono di ripristinare la masticazione. Inoltre, le capsule sono utili anche per sostituire denti mancanti, per ripristinare l’estetica dei settori frontali in seguito a traumi o per ovviare a difetti di formazione dei denti stessi.

protesi fissa

Caso clinico: nelle foto un caso di sostituzione di vecchi restauri incongrui su due incisivi centrali superiori. La vecchia capsula in metallo-ceramica e il vecchio restauro in composito sono stati sostituiti da due capsule in zirconio-ceramica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le corone protesiche sono realizzate in laboratorio al microscopio, sulla base di impronte di precisione prese in studio, con diversi materiali che l’odontoiatra seleziona a seconda del caso clinico. I materiali più utilizzati sono la zirconio-ceramica e il disilicato di litio. A volte, possono essere utilizzate leghe metalliche e ceramica, altre leghe auree, sempre con rivestimento in ceramica. Le capsule vengono cementate sulla porzione residua di dente o possono essere utilizzate al di sopra degli impianti in titanio per sostituire denti persi.

IMPLANTOLOGIA

IMPLANTOLOGIA

L’implantologia è la branca dell’odontoiatria responsabile della sostituzione dei denti mancanti. Un elemento perso può essere sostituito da una radice artificiale costituita da un impianto in titanio. Quest’ultimo ricorda la forma di una “vite”: presenta diversi diametri e lunghezze a seconda del sito osseo sul quale l’impianto dev’essere applicato.
L’inserimento di uno o più impianti è un intervento chirurgico eseguito in anestesia locale nello studio odontoiatrico e costituisce il “gold standard” delle riabilitazioni protesiche fisse poichè permette di avvicinarsi fedelmente alle condizioni anatomiche ideali, con benefici funzionali ed estetici. Una volta integrato, l’impianto sostituisce in tutto e per tutto la radice di un dente: sarà poi possibile utilizzarlo come solida base di ancoraggio per uno o più denti in ceramica o per l’ancoraggio di protesi più estese.

 

 

 

Implantologia computer guidata

motore implantare

Nella sua pratica clinica, il Dr. Emiliani utilizza il sistema implantare IDI Evolution che, con motore computerizzato TMM-2, consente di conoscere la qualità ossea del sito implantare di ognuno. Il successo di un impianto in titanio dipende, in gran parte, dalla disponibilità e dallo stato di salute dell’osso del paziente. L’età, la zona anatomica ed eventuali infezioni subite determinano, in ogni persona, una diversa densità ossea e conoscerla permette al dentista di scegliere l’impianto più adatto per ciascun caso.

Il motore implantare rappresentato qui a lato è dotato di un display che mostra al dentista e al paziente i grafici raccolti dalla lettura ossea dei siti implantari. Attraverso una sonda computerizzata, la macchina legge la qualità di ogni millimetro di osso del sito scelto, consentendo al clinico di ricercare la migliore stabilità possibile per l’impianto e di intervenire con notevoli possibilità di successo.

 

 

 

 

Esiste il rigetto di un impianto?

impianti_stone

Si parla di rigetto quando il sistema immunitario di un paziente sottoposto a trapianto attacca il nuovo organo, perchè non lo riconosce. Il rigetto spesso impedisce un secondo intervento e può provocare complicanze notevoli. Nel caso di un fallimento implantare si parla, invece, di mancata osteointegrazione: può avvenire in una percentuale variabile (5-10 % dei casi nei primi mesi dopo l’inserimento) e può dipendere da diversi fattori (scorretta igiene post-intervento,  eccessivo uso di tabacco, condizioni sistemiche o locali del paziente non favorevoli). Ogni dentista deve agire sempre un’attenta anamnesi pre-intervento di implantologia. Tuttavia, ci sono situazioni nelle quali la mancata guarigione del sito implantare determina una rapida formazione di tessuto fibroso attorno alla vite implantare rispetto al tessuto osseo determinando, alla fine, la poca stabilità dell’impianto. In ogni caso, a distanza di 2-3 mesi è possibile inserire un nuovo impianto senza grandi disagi per il paziente, salvo l’attesa e il dover sopportare un secondo intervento.

ORTODONZIA

ORTODONZIA

L’ortodonzia è la branca dell’odontoiatria che si occupa di allineare i denti. Si divide in ortodonzia del bambino e dell’adulto.

Abitudini viziate come la suzione del ciuccio, la respirazione orale, la deglutizione atipica possono portare a difetti di crescita delle arcate dentali. Per i bambini fino ai 14 anni è facile e spesso risolutivo intervenire con terapie ortopediche che agiscono direttamente sulle ossa in formazione. Diversi tipi di apparecchi, mobili o fissi, correggono anomalie scheletriche che, in età adulta, potrebbero comportare un intervento chirurgico.

A volte il dentista può collaborare con il logopedista. Infatti, diverse “malocclusioni” (difetti della masticazione) nascono da posture errate della lingua o delle labbra, determinando anche difetti del linguaggio. La collaborazione con il logopedista ci aiuta a correggere le malformazioni scheletriche in maniera più stabile, con l’azione sinergica di apparecchi intercettivi e della rieducazione muscolare.

Nell’adulto, invece, si parla di ortodonzia d’allineamento. Diversi tipi di apparecchi fissi correggono difetti di posizione, affollamento, deviazioni, inclinazioni o rotazioni degli elementi dentali. Il nostro intervento mirerà alla correzione del sorriso, non a quella delle basi ossee. In presenza di difetti scheletrici anche da adulto, si ricorre a soluzioni di compenso. È quindi importante sottoporsi ad una visita ortodontica specialistica per determinare le condizioni cliniche di partenza, obiettivi e tempi di terapia. In età adulta è possibile scegliere tra apparecchi fissi diversi, anche invisibili. Al dentista il compito di suggerire quello più idoneo.

ODONTOIATRIA PEDIATRICA

A quale età è giusto fare la prima visita dal dentista?

odontoiatria pediatricaL’età giusta per sottoporre i nostri piccoli pazienti ad una prima visita dal dentista è intorno ai 5 anni, anche se a volte, in casi particolari, è bene intercettare alcune problematiche anche tra i 3 e i 4 anni.
La pedodonzia, ovvero quella parte dell’odontoiatria che si dedica ai bambini, è una branca molto sviluppata oggi, in quanto l’attenzione ai problemi dell’occlusione e della salute dei denti dei più piccoli è maggiore oggi rispetto al passato, in cui i “denti da latte” venivano considerati come se fossero di Serie B, quando invece sappiamo che delle buone abitudini e degli interventi mirati nell’infanzia sono la base per la futura salute della bocca dei nostri figli.

Già dalla nascita è importante che i genitori prestino attenzione alla salute della bocca e alla sua igiene. Il consiglio di noi dentisti è quello di iniziare a pulire i dentini dei nostri figli da subito, utilizzando una garza di cotone umida con la punta di un dito, fin dai primi mesi di vita. Questa abitudine quotidiana ha un duplice beneficio: mantenere basso il livello di placca, e abituare il bambino a un rituale di igiene che verrà poi in automatico quando crescerà e si troverà da solo a lavare i suoi denti.

 

 

 

Le abitudini viziate

Definiamo con questo termine tutti quegli atteggiamenti che possono indurre nel bambino in crescita l’insorgere di una malocclusione: suzione del ciuccio o del dito, interposizione del labbro inferiore tra le arcate, respirazione orale, deglutizione atipica. Queste abitudini, se non intercettate e corrette entro determinati tempi, possono indurre a modifiche scheletriche e funzionali permanenti, difficili poi da trattare in età adulta. Il consiglio è sempre quello di far seguire il bambino in crescita e far riferimento alle terapie chiamate “intercettive” per evitare difetti nello sviluppo delle arcate dentali.

Come prevenire la carie: Fluoro e sigillature

La carie è sicuramente il nemico numero uno nei bambini, soprattutto se le abitudini alimentari e le manovre di igiene orale non sono corrette. Prevenire lo sviluppo delle carie è quindi il nostro primo obiettivo durante l’infanzia e l’adolescenza. Un metodo efficace è rappresentato dalla “fluoroprofilassi” e dall’applicazione di sigillature nei solchi dei denti.

Il fluoro è un elemento molto importante, capace di aumentare la resistenza dei denti all’attacco batterico. Bisogna però stare attenti alla concentrazione e alle quantità somministrate. Un eccesso di fluoro infatti porta ad una patologia conosciuta col nome di fluorosi, che determina la formazione di macchie molto brutte sulla superficie dei denti. Per questo è consigliabile non somministrare tale elemento per via sistemica, attraverso delle compresse, perchè già nella dieta, nell’atmosfera e nell’acqua il bambino viene continuamente a contatto con il fluoro, e non possiamo conoscerne le dosi, in quanto molto variabili. Per cui il metodo più efficace per godere dei benefici del fluoro senza correre rischi è quello di eseguire applicazioni topiche di fluoro, direttamente sui denti e sotto controllo del dentista circa 1 o 2 volte all’anno, o quando lo si reputa opportuno. La fluoroprofilassi eseguita in studio permette una prevenzione efficace della carie se unita ad una buona igiene orale e ad una dieta equilibrata.

 

Le sigillature consistono invece nel riempimento con una resina composita fluida dei solchi più profondi dei denti permanenti, in particolare dei primi molari permanenti, che nel bambino erompono all’età di circa 6 anni. Questo sigillo di colore bianco previene il deposito di cibo e batteri nei punti più nascosti del dente, permettendo una pulizia più agevole della superficie dello smalto, abbassando di molto il pericolo di formare carie

PROTESI MOBILE

PROTESI MOBILELa protesi mobile è un valido ausilio per inserire denti mancanti in un paziente che, per diversi motivi, debba eseguire numerose estrazioni o che abbia già perso molti denti, soffrendo di una masticazione sbilanciata.

Tuttavia, l’utilizzo della protesi fissa su impianti è fonte di maggiore comfort nei pazienti edentuli. Così, il Dott. Emiliani consiglia, quando possibile, di puntare sempre a piani di cura il cui obiettivo sia l’inserimento di denti fissi in bocca.

Purtroppo, però, alcuni pazienti non possono accedere alla riabilitazione fissa implantare:

-i forti fumatori, fino a quando il consumo di sigarette non sia sceso almeno al di sotto delle 10 sigarette/giorno. (Si può ricorrere alle protesi mobili in attesa di migliorare il proprio stile di vita);

-le persone sottoposte a chemio o radioterapia;

-le pazienti che utilizzano farmaci bifosfonati per l’osteoporosi.

Può anche succedere di non potere inserire impianti per una bassa disponibilità di osso: in questo caso la protesi mobile resta l’unica alternativa.

Non è raro, poi, che la scelta tra denti fissi e removibili, anche in pazienti “non problematici”, dipenda dalla spesa economica: il consiglio è di confrontarsi sempre con il dentista che saprà accompagnare ogni paziente nella scelta giusta.

PARODONTOLOGIA

PARODONTOLOGIACol termine “parodonto” si intende tutto ciò che anatomicamente sta intorno al dente:

 

  • gengiva
  • osso
  • legamento parodontale
  • cemento

 

 

 

Non solo la salute dei denti va preservata nella nostra bocca, ma anche la salute dei tessuti che li circondano.

La gengiva, ad esempio, se non ben mantenuta, può andare incontro a episodi infiammatori, ascessi o gonfiori. Per questo consiglio una buona igiene orale domiciliare unita a controlli periodici dal dentista.

Le gengive che sanguinano possono essere un campanello d’allarme ma può anche capitare di non avere segni e sintomi evidenti e di incorrere in processi infettivi cronici ben più gravi.

 

Cosa è la “piorrea” o parodontite

Il termine “piorrea” definisce la malattia che determina la caduta dei denti, tecnicamente chiamata “parodontite”. È una patologia con la quale ci si scontra in genere dopo i 40 anni, anche se sono documentati diversi casi di parodontite giovanile anche aggressivi. Può colpire uomini e donne e consiste nella perdita graduale dei livelli di gengiva e osso circostanti i denti, con il conseguente denudamento delle radici dentali. Questo fenomeno, allo stadio iniziale, non provoca particolari sintomi. Il primo stadio è quello in cui le terapie hanno un’efficacia maggiore, pertanto consiglio vivamente, soprattutto se si è superato i 40 anni, di recarsi almeno 2 volte l’anno dal dentista per controllare questa situazione e correre ai ripari. Molto spesso un regolare programma di igiene professionale (ablazione del tartaro, levigature radicolari…) risolve il problema all’origine.

 

Se la piorrea avanza possono subentrare disagi maggiori: aumento della sensibiità oltre che della mobilità. I disagi iniziano a colpire anche l’estetica poichè i denti appaiono più lunghi, possono insorgere ascessi. Questo quadro, purtroppo, peggiora col passare del tempo ed è direttamente proporzionale ad alcune cause note:

 

  • presenza di placca e tartaro
  • fumo
  • alcol
  • dieta squilibrata
  • predisposizione genetica
  • mancanza di prevenzione

 

Come curare la piorrea?

La piorrea è una malattia cronica. Diventa dunque fondamentale il controllo domiciliare di placca e tartaro e il fatto di evitare – il più possibile – le cause elencate. Nello studio dentistico si può, poi, pianificare un programma di controllo e i richiami di igiene professionale si confermano un’ottima azione preventiva. Seguono le sedute con l’igienista almeno 2 volte l’anno, salvo casi più gravi.

Grande validità ha anche la levigatura delle radici: una manovra  semplice ma efficace con la quale si pulisce il tartaro sotto-gengivale e si rende la superficie delle radici dei denti molto liscia per ostacolare il deposito di placca.

Infine, si possono eseguire interventi di rigenerazione ossea e/o gengivale nei casi caratterizzati da gravità e perdita notevole dei tessuti.