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Implantologia

IMPLANTOLOGIA

IMPLANTOLOGIA

L’implantologia è la branca dell’odontoiatria responsabile della sostituzione dei denti mancanti. Un elemento perso può essere sostituito da una radice artificiale costituita da un impianto in titanio. Quest’ultimo ricorda la forma di una “vite”: presenta diversi diametri e lunghezze a seconda del sito osseo sul quale l’impianto dev’essere applicato.
L’inserimento di uno o più impianti è un intervento chirurgico eseguito in anestesia locale nello studio odontoiatrico e costituisce il “gold standard” delle riabilitazioni protesiche fisse poichè permette di avvicinarsi fedelmente alle condizioni anatomiche ideali, con benefici funzionali ed estetici. Una volta integrato, l’impianto sostituisce in tutto e per tutto la radice di un dente: sarà poi possibile utilizzarlo come solida base di ancoraggio per uno o più denti in ceramica o per l’ancoraggio di protesi più estese.

Implantologia computer guidata

motore implantare

Nella sua pratica clinica, il Dr. Emiliani utilizza il sistema implantare IDI Evolution che, con motore computerizzato TMM-2, consente di conoscere la qualità ossea del sito implantare di ognuno. Il successo di un impianto in titanio dipende, in gran parte, dalla disponibilità e dallo stato di salute dell’osso del paziente. L’età, la zona anatomica ed eventuali infezioni subite determinano, in ogni persona, una diversa densità ossea e conoscerla permette al dentista di scegliere l’impianto più adatto per ciascun caso.

Il motore implantare rappresentato qui a lato è dotato di un display che mostra al dentista e al paziente i grafici raccolti dalla lettura ossea dei siti implantari. Attraverso una sonda computerizzata, la macchina legge la qualità di ogni millimetro di osso del sito scelto, consentendo al clinico di ricercare la migliore stabilità possibile per l’impianto e di intervenire con notevoli possibilità di successo.

Esiste il rigetto di un impianto?

impianti_stone

Si parla di rigetto quando il sistema immunitario di un paziente sottoposto a trapianto attacca il nuovo organo, perchè non lo riconosce. Il rigetto spesso impedisce un secondo intervento e può provocare complicanze notevoli. Nel caso di un fallimento implantare si parla, invece, di mancata osteointegrazione: può avvenire in una percentuale variabile (5-10 % dei casi nei primi mesi dopo l’inserimento) e può dipendere da diversi fattori (scorretta igiene post-intervento,  eccessivo uso di tabacco, condizioni sistemiche o locali del paziente non favorevoli). Ogni dentista deve agire sempre un’attenta anamnesi pre-intervento di implantologia. Tuttavia, ci sono situazioni nelle quali la mancata guarigione del sito implantare determina una rapida formazione di tessuto fibroso attorno alla vite implantare rispetto al tessuto osseo determinando, alla fine, la poca stabilità dell’impianto. In ogni caso, a distanza di 2-3 mesi è possibile inserire un nuovo impianto senza grandi disagi per il paziente, salvo l’attesa e il dover sopportare un secondo intervento.